Un parcheggio più grande per la Riserva Naturale di Tor Caldara

La Riserva Naturale di Tor Caldara è un’area verde di incredibile valore naturalistico ed archeologico. Nel suo bosco incantato vivono sei tipi di querce tra cui la particolare sughera, ed un fitto e suggestivo sottobosco. Oltre al valore arboreo e faunistico nella Riserva sono presenti manifestazioni di quiescenza, con sorgenti sulfuree ed emissioni di gas collegate all’attività sotterranea del vulcano laziale, e aride caldare inizialmente amplificate dall’estrazione dello zolfo che un tempo avveniva in questo luogo, che la rendono unica nel suo genere. Ogni anno la Riserva ospita numerosi visitatori e pulmini di scolaresche, e rappresenta la punta di diamante del patrimonio naturale presente su territorio, costituendo di fatto una forte attrattiva turistica. A marzo 2019 l’Associazione Atena, nell’ambito del proprio settore Ambiente, ha istituito un Pool di approfondimento ambientale con l’ottica di contribuire alla tutela ed alla valorizzazione della Riserva Naturale di Tor Caldara e delle aree limitrofe,  per verificare e studiare alcuni aspetti, evidenziare man mano le criticità, e proporre soluzioni. Tra le criticità da subito evidenziate dal pool Atena vi è la necessità di realizzare  un parcheggio più grande, adatto a ospitare le vetture dei visitatori e delle scolaresche che si recano presso la Riserva, e dei clienti degli attività commerciali adiacenti recentemente costruite. L’attuale parcheggio risulta essere difatti insufficiente per svolgere in modo adeguato la propria funzione, anche in termini di sicurezza. La presente condizione andrebbe rivista  anche in previsione di una probabile ed auspicabile annessione di una parte dell’area della Vignarola alla Riserva Naturale, come più volte auspicato dall’attuale amministrazione.  Attualmente, nell’area limitrofa posizionata frontalmente alla Riserva Naturale, che sarebbe ideale alla realizzazione di un parcheggio, è invece in costruzione una stazione di distribuzione carburanti.

Nel corso degli anni la costruzione di un area di servizio carburanti è stata osteggiata da più parti, perché considerata incompatibile con la vicinanza alla Riserva Naturale, sia per motivi paesaggistici e di omogeneità con le aree naturali vicine, e sia per la presenza nel sottosuolo di sacche di gas, caratteristica del nostro territorio accentuata della zona che va da Lido dei Gigli a poco oltre Tor Caldara, come affermato dall’Istituto Superiore di Geofisica e Vulcanologia  e come evidenziato al Comune da associazioni ambientaliste, espressione del collegamento del sistema geologico del nostro territorio con il sistema del Vulcano Laziale. Lo stesso Comune di Anzio ha intentato una causa per contrastarne la costruzione, causa che è stata persa dal Comune che ha dovuto sborsare una cifra notevole alla controparte come rimborso per mancata apertura. Successivamente i lavori per la costruzione del benzinaio sono iniziati nell’autunno 2018. La normativa nazionale per il posizionamento delle aree di distribuzione carburante agevola l’insediamento di questo tipo di attività perché vengono considerate come attività di servizio pubblico. Ma allora, considerando la pubblica utilità, e considerando che in zona sono già presenti cinque distributori, non sarebbe più logico e di maggiore pubblica utilità il parcheggio? È ancora possibile attuare da parte del Comune in qualità di ente gestore quella possibilità che la Legge Regionale pare preveda nei riguardi delle zone limitrofe a tutela delle Riserve Naturali? Fermo restando il diritto d’impresa, siamo sicuri che non si è scordato qualcosa nella valutazione ambientale nella questione? E nel caso questo qualcosa esistesse potrebbe avere una valenza? Di seguito porremo delle domande che vogliono essere degli spunti di riflessione per chi ha la competenza e la funzione di attuare gli eventuali necessari approfondimenti.  Dall’approfondimento svolto dal Pool Atena è emerso che l’area presso la quale è in realizzazione la stazione di distribuzione di carburante risulta avere le caratteristiche di un terreno con presenza di acqua nel sottosuolo. Nel terreno proprio a ridosso dell’area nella quale è in costruzione la stazione di servizio è presente una fonte denominata, da chi vive quotidianamente in quei luoghi, “fonte del soldato”, realizzata, pare, sulla memoria di un pozzo romano, e pare anche che in prossimità degli alberi sovrastanti sia stato realizzato dagli antichi abitanti di questi luoghi un solco largo un metro e profondo cinque per cercare la vena di acqua superficiale. Pare anche che il terreno in passato sia stato così umido da non poter essere arato. Alcune testimonianze riportano che in fase di costruzione della stazione di distribuzione carburante durante gli scavi per il posizionamento dei serbatoi tali scavi si sono riempiti sul fondo di acqua. L’acqua canalizzata a  marzo nella caditoia della strada potrebbe essere l’acqua naturalmente presente nel sottosuolo? E nel caso con che criterio e con quale autorizzazione è stata canalizzata un’acqua derivante dal sottosuolo in una caditoia?

sorgente canalizzata su caditoia 22 marzo 2019

Quanto capitato nella giornata di venerdì 5 aprile 2019 davanti la Riserva Naturale di Tor Caldara, che ha visto la comparsa di voragini nei pressi del condotto fognario lungo il ciglio della strada, l’intervento di numerose forze umane e di mezzi tra polizia locale ed operai, ed un camion dell’intervento inghiottito da una voragine su di un lato nelle proprie ruote sul ciglio della strada, potrebbe essere stato amplificato dall’acqua canalizzata nella caditoia del manto stradale che infiltrandosi lungo il nuovo percorso ha inevitabilmente portato via della terra provocando del vuoto lungo la adiacente condotta fognaria? Oltre ed indipendentemente da ciò parte della conduttura fognaria era ostruita sul fondo da sassolini ed i mezzi di intervento si sono difatti inizialmente recati sul posto per un intervento fognario. Ci sono voluti giorni prima del ripristino della normalità e la costruzione di una nuova conduttura fognaria per il tratto interessato.

Un aspetto importante di approfondimento ambientale riguarda l’assetto idrogeologico di tutta l’area presa in esame, che comprende la Riserva Naturale di Tor Caldara e le aree limitrofe. La parte frontale della Riserva Naturale, quella a ridosso della Via Ardeatina, a levante dell’ingesso, potrebbe essere già compromessa nel proprio sistema idrogeologico di apporto in Riserva a seguito della costruzione del complesso di attività commerciali e abitazioni, dotato anche di locali a garage, di recente costruzione? Ci si domanda infatti come sia stato possibile realizzare locali interrati a ridosso di una Riserva Naturale con la eventuale possibilità di intercettare una vena d’acqua superficiale od il potenziale pericolo del gas Argon. La realizzazione di un distributore di carburante nell’area frontale alla Riserva davanti al suo ingresso, dalla parte opposta alla strada, esattamente adiacente al complesso di negozi ed di abitazioni potrebbe comprometterebbe ulteriormente il corretto e naturale apporto idrico sotterraneo nella Riserva? L’eventuale intercettazione di una vena superficiale ed un suo percorso diverso da quello naturale potrebbe costituire un danno ambientale indiretto sulla Riserva? La Riserva Naturale di Tor Caldara è stata istituita nel 1988 con la Legge Regionale 50 “Istituzione della Riserva Naturale di Tor Caldara in comune di Anzio”, sulla base della più generale L.R. del 46 del 28/11/1977 “Costituzione di un sistema di parchi regionali e delle riserve naturali” che a sua volta è stata sostituita con la Legge 29 del 6/10/1997 “Norme generali e procedure di individuazione e di istituzione delle aree naturali protette, dei monumenti naturali e dei siti di importanza comunitaria” che propone una visione anche europea. Sia le Riserve Naturali e ancora di più i S.I.C. vengono riconosciuti tali in base a determinate caratteristiche naturali che devono essere mantenute nel tempo. Il corretto mantenimento del sistema idrogeologico limitrofo alla Riserva è fondamentale alla salute della Riserva Naturale. L’acqua infatti costituisce la linfa vitale per la vegetazione. La costruzione di una stazione di distribuzione carburanti rimane una realtà. Il sogno è la realizzazione di un parcheggio ecologico che permetta la permeabilità dell’acqua, magari inserito all’interno di un progetto europeo che preveda, con l’annessione di una parte della Vignarola, dei sovrapassaggi per gli animali, ecologici in legno di facile manutenzione, un dosso ed il semaforo per l’attraversamento  pedonale su strada, ed interventi a maggiore tutela e valorizzazione di tutta la Riserva e dell’area vicina.

ANZIO 10 4 2019

Angela Ambrosi

POOL AMBIENTE ATENA